
La settimana che si apre segna un passaggio cruciale per la Campania. Tra pochi giorni i cittadini saranno chiamati a rinnovare il Consiglio regionale e a scegliere il nuovo Presidente della Regione. Una scelta che pesa, e che richiede, ora più che mai, lucidità, consapevolezza e fiducia nelle proprie possibilità di cambiamento.
Da mesi i candidati si alternano tra dibattiti, interviste e apparizioni pubbliche. Parlano, promettono, disegnano scenari affascinanti e programmi ambiziosi. Eppure, ascoltandoli, si percepisce un inquietante filo comune: le parole non mancano, ma la sostanza sì. Promesse sì, competenze dichiarate meno. Buone intenzioni sì, visione concreta molto meno.
Ed è proprio da questo vuoto che nasce la sfiducia dilagante. Gli osservatori stimano una percentuale altissima di astensionisti: forse metà dei campani sceglierà di non recarsi alle urne, rinunciando al più fondamentale dei diritti democratici.
Il malessere dei cittadini è evidente. Troppi anni di promesse mancate, troppe campagne elettorali fatte di slogan, troppe promesse “mirabolanti” che non hanno trovato riscontro nella realtà. I grandi partiti, pochi, ormai, quelli che contano davvero, sembrano incapaci di immergersi nei problemi concreti delle persone: stipendi insufficienti, precarietà lavorativa, sanità sempre più costosa e inaccessibile, giovani costretti a cercare fortuna altrove.
La dignità sociale ed economica di intere famiglie è stata calpestata troppe volte, mentre la politica quella spettacolarizzata, urlata, trasformata in un’arena, continua a esibirsi in giochi di potere più simili a un circo che a una visione di governo.
Eppure, nonostante tutto, un margine di cambiamento esiste. Ma dipende da noi.
L’appello è semplice e diretto: andare a votare. Perché, se non scegliamo noi, qualcun altro lo farà al nostro posto. E allora non potremo più lamentarci.
Se esiste un candidato o una candidata capace di incarnare davvero un’idea diversa di politica, più etica, più competente, più libera, allora il sostegno deve convergere su di loro con forza e chiarezza.
Il voto non è solo un diritto: è l’unico strumento concreto che abbiamo per indirizzare il futuro della nostra regione.
In questi giorni finali, ogni cittadino campano dovrebbe interrogarsi non sull’etichetta politica, ma sulla persona in grado di rappresentare davvero i bisogni reali delle famiglie, dei lavoratori, dei giovani. È già accaduto in passato che movimenti nati fuori dagli schemi tradizionali riuscissero a parlare alla gente comune proprio perché liberi da logiche di nepotismo e appartenenze storiche.
Oggi, tuttavia, il panorama è cambiato, e ciò che conta davvero non è la sigla, ma il valore umano, morale e amministrativo del candidato.
Domenica e lunedì la Campania ha davanti a sé un’occasione da non sprecare. La resa dei conti è arrivata. Sta ai cittadini decidere se continuare a subire promesse vuote o provare finalmente a costruire una politica nuova, più onesta e più vicina alle persone.
Andiamo a votare. Perché il futuro della nostra regione passa da lì.
Annalisa Capaldo





