
Leggere, per me, ha sempre rappresentato, insieme alla scrittura, un modo per sopravvivere e per affrontare le difficoltà della vita, superandole proprio grazie ai libri e alla penna.
Qualsiasi lettura, anche una semplice rivista o un articolo online, è un arricchimento per l’anima e, in un certo senso, anche per il corpo: credo infatti che leggere renda le persone più belle, perché ne illumina lo sguardo e la mente.
Sin da bambina, appena avevo anche solo mille lire, correvo a comprare dei piccoli libri che costavano proprio quella cifra e li divoravo in un pomeriggio, soprattutto d’estate, quando lo studio scolastico me lo permetteva.
Chi mi conosce sa che il bene materiale più prezioso che possiedo sia la mia biblioteca, nella casa paterna dove vivo. Quando abitavo a Milano, era ciò che più mi mancava: ne conservavo una fotografia. Per fortuna, la seconda casa in cui risiedevo a Trezzano sul Naviglio era appartenuta ad un uomo colto che mi lasciò in custodia la sua ricca collezione di libri. Fu una consolazione: continuai a leggere e ad apprezzare anche ciò che non mi apparteneva. Sotto casa, poi, un’altra fortuna: la biblioteca comunale fornitissima e funzionante, aperta tutti i giorni, in cui io mia figlia ci ristoravano lo spirito mentre la nebbia fuori tentava invano di offuscarlo.
I libri non hanno un valore che dipende dal prezzo di copertina, ma da chi li scrive. Il loro valore nasce da chi impugna la penna e mette su carta il proprio estro, i sentimenti, la propria anima.
Naturalmente conosco bene la differenza tra un libro di Dostoevskij ,che oggi avrebbe compiuto gli anni, e quello di un autore minore. Non voglio sminuire nessuno, ma ci sono capolavori e libri che, semplicemente, non meritano di essere letti.
Per esempio, i libri di Bruno Vespa non troveranno mai posto nella mia libreria; ma non esistono solo i giganti come Dostoevskij, Čechov, Calvino, Pavese o Amado. Ci sono anche libri più leggeri, o scolastici, che però faccio sempre fatica a buttare o a vendere.
Amo accumulare libri, ne ho migliaia, e li considero il bene materiale più prezioso che un essere umano possa custodire. Forse è anche per questo che oggi ho qualche problema di vista: da piccola leggevo anche di notte, con luci improvvisate e fioche. Ma non me ne pento. Amo leggere e non smetterò mai.
Ricordo le parole del mio professore di laurea, Antonio Santucci, che la sera prima della discussione mi regalò un segnalibro d’argento dicendomi: “Fammi una promessa: non smettere mai di leggere.”
Quella promessa l’ho mantenuta e so che la manterrò per sempre, finché avrò anche solo un po’ di vista.
Comprate libri, leggeteli. Ho sempre detto che i soldi spesi per i libri, la musica e i viaggi non sono mai sprecati.
Non nutro interesse per la bellezza esteriore, per parrucchieri, estetiste o abiti costosi; non mi hanno mai attratto telefonini di lusso o automobili di prestigio.
Infatti desidero solo ciò che arricchisce l’anima. Nulla può rendere un essere umano più ricco di questo.






