
Oggi incontriamo una donna, una mamma che ha fatto della musica il suo linguaggio primario di comunicazione il M° Raffaella Pulzella.
Niente è nato per caso, ma il suo è stato un percorso fatto di grandi sacrifici partendo appunto dalla sua formazione. Laureatasi e specializzatasi in Pianoforte Classico, ha poi, seguito un intenso percorso di perfezionamento, partecipando a numerosi corsi di alta formazione in Italia. Tra questi, spiccano gli studi in Direzione d’Orchestra con maestri di fama internazionale.
Quando ad un certo punto si è resa conto che la musica poteva anche aggiungere un tassello in più nell’ambito del sociale attraverso
la Musicoterapia, integrando al proprio bagaglio musicale conoscenze di Psicologia e Medicina Neurologica, con l’obiettivo di comprendere il potere educativo ed emozionale della musica.
Infatti lei afferma:
“La musica non è solo tecnica: è un linguaggio dell’anima che può educare, curare e trasformare.”
Costellata di consensi è la sua carriera artistica come le partecipazioni a prestigiosi eventi musicali e riconoscimenti in concorsi pianistici nazionali e internazionali, nei quali si è distinta per raffinatezza interpretativa e padronanza tecnica.
Parallelamente all’attività concertistica, il M° Raffaella Pulzella dedica gran parte del proprio tempo all’insegnamento del Pianoforte Classico presso alcune delle più importanti Accademie Campane. Segue personalmente gli allievi nella preparazione per esami di Pianoforte, Teoria e Solfeggio, accompagnandoli verso le certificazioni di Conservatorio.
Il metodo didattico del Maestro si basa su un approccio attento e personalizzato, che tiene conto delle peculiarità e delle attitudini di ogni studente, valorizzandone la crescita artistica e personale. Noi di Agrotoday l’abbiamo incontrata ed incuriositi le abbiamo rivolto alcune domande:
G. Oltre ad essere una stimata ed apprezzata pianista, una tua grande passione è la direzione d’orchestra. Quanto è difficile per una donna imporsi e farsi strada in questo campo
R. La direzione d’orchestra è un mondo meraviglioso, ma anche complesso, dove è necessario affermarsi con determinazione, competenza e tanta passione. Per una donna, le difficoltà possono essere ancora maggiori, perché persistono pregiudizi legati a ruoli tradizionalmente maschili. Tuttavia, credo che anche in tal senso siano stati fatti passi in avanti e che la sensibilità femminile possa portare una prospettiva preziosa. Dirigere significa entrare in relazione profonda con ogni musicista, essere un punto di riferimento e al tempo stesso un tramite tra la partitura e l’orchestra. Attualmente la mia vita è molto intensa, divisa tra la famiglia, la maternità e le attività artistiche e didattiche. Non è semplice conciliare tutto.
G.Un altro tuo pregio è la scrittura, infatti, sei una compositrice. Da dove trai ispirazione per la realizzazione dei tuoi brani?
R. L’ispirazione nasce sempre da un’emozione autentica. Può essere un incontro, un ricordo, un paesaggio o anche un semplice dettaglio del quotidiano che si trasforma in musica. Quando compongo, mi lascio guidare dall’istinto e dal bisogno di esprimere ciò che non riesco a dire con le parole. Ogni brano è una piccola confessione, un frammento della mia interiorità che prende forma e diventa suono.
G. Di recente hai realizzato un tuo progetto “Ego Vivo”
qual’ è il file rouge che accomuna questi brani.
R.“Ego Vivo” rappresenta un viaggio dentro l’animo umano. Il filo conduttore è la vita, con tutte le sue sfumature, i suoi chiaroscuri e le sue contraddizioni. Ogni brano è un racconto, un’emozione che prende corpo e si trasforma in musica. È un progetto che unisce introspezione e condivisione, con l’intento di far emergere ciò che spesso rimane nascosto: la nostra essenza più vera.
G. Inoltre sei una docente, che consiglio ti senti di dare ai ragazzi che si avvicinano e che scoprono proprio ora la musica.
R. Il consiglio più sincero che posso dare è di avvicinarsi alla musica con curiosità e rispetto. La musica è un linguaggio universale, ma anche un percorso di crescita interiore: richiede studio, costanza e ascolto. È importante non avere fretta, non cercare risultati immediati, ma imparare a godere del viaggio. Ogni nota può diventare un mondo, se suonata con autenticità e passione. La tecnica è fondamentale, ma è il cuore a dare senso a tutto.
Ad maiora.







