
Tutto cominciò a Sant’Antonio. Zamberletti, commissario straordinario, faceva le riunioni importanti in convento. Ascoltava i tecnici ma soprattutto i politici Dc dell’epoca (il sindaco Gargiulo, il senatore Colella, Guerritore, D’Angelo, Orsini e altri) e il vero capo Dc che si chiamava Padre Guglielmo Salierno (absit iniuria verbis). La camorra fu l’ostacolo principale, la ricostruzione doveva e poteva andar meglio. In ogni caso la Protezione Civile Nazionale vera e propria nacque proprio dal Terremoto del 1980 in Campania e Basilicata, e in un certo senso nacque anche a Nocera Inferiore. In quel tempo- scusate l’incipit da letture di messale- giù Sant’Antonio, ovvero al Corpo di Cristo con parrocco Padre Paolo Primavera, c’era un giovanotto che si chiamava Peppe Ferrara, molto credente ma soprattutto aperto a chiunque chiedesse una mano. Io gliela chiesi molti anni dopo, nel 2015 quando ripartimmo con il Città di Nocera e poi con la Nocera. Ferrara, diventato architetto, mise gratuitamente a disposizione della Nocera calcistica la sua passione, il suo tifo ma anche la sua professionalità occupandosi del piano sicurezza per le partite al San Francesco. Nel frattempo si dava da fare per creare il nucleo comunale di Protezione Civile. Stamattina ascoltando quel che hanno detto al PalaCoscioni, parole veramente belle, De Maio e Pentangelo ma anche il vice Prefetto e il vertice regionale della Protezione Civile, il pensiero è andato a Peppe, volato in cielo qualche anno fa, a lavoro fino all’ultimo giorno, anche quando la malattia lo aveva consumato. Nicola Santaniello è un successore più che degno. Quel che ha seminato Peppe oggi è patrimonio di tutti.







