
Raphael Gualazzi incanta il Chiostro degli Olivetani. Il festival chiude la terza edizione con 700 spettatori e numeri da record.
L’aria sospesa, il pubblico raccolto in un religioso silenzio. Momenti memorabili sin dal primo tocco sul pianoforte.
Il Chiostro degli Olivetani sembra chiuso in una bolla, lontano da ogni altro spazio.

Poi lui, con quel suo modo elegante e discreto, senza protagonismi, ma con la capacità rara di trasformare ogni nota in emozione pura. Così Raphael Gualazzi, pianista, compositore, lead vocal e produttore, ha scritto il gran finale del Nocera Jazz Festival 2025, davanti a oltre 700 persone che hanno gremito il Chiostro.

Un concerto che è stato un viaggio sonoro emozionante di circa due ore , in cui la cifra stilistica inconfondibile di Gualazzi si è intrecciata tra jazz, soul, swing, pop e richiami all’opera. Momenti di piano solo hanno toccato corde intime, mentre gli arrangiamenti orchestrali portavano la firma del maestro Stefano Nanni.

Ad accompagnarlo in questo percorso, un quintetto impeccabile e affiatato: Anders Ulrich al contrabbasso e basso elettrico, Luigi Faggi alla tromba, Michele “Mecco” Guidi all’Hammond e tastiere, Gianluca Nanni alla batteria. Una formazione capace di esplorare un’ampia gamma di generi, fondendo jazz, blues e soul con scrittura elegante e naturalezza rara, passando con agilità dal virtuosismo strumentale a ballate intime.

“È un vero privilegio chiudere il festival in questa cornice straordinaria. L’energia del pubblico si sente subito, c’è un’armonia che quasi si tocca con mano” – ha dichiarato Raphael Gualazzi ai nostri microfoni, restituendo la stessa autenticità che ha contraddistinto ogni momento della serata.


Ad aprire il concerto, la freschezza e il talento delle giovani promesse Luna Lucrezia Scognamiglio e Salvatore Avino, protagonisti di un set raffinato che ha confermato la vocazione del festival: celebrare i grandi nomi, ma anche offrire spazio alle nuove voci del territorio.

La chiusura è stata introdotta con eleganza e passione dalla conduttrice Rossella Pisaturo, presenza costante fin dalla prima edizione, capace di dare ritmo e calore a ogni serata.

Un’edizione da record
Otto appuntamenti, migliaia di presenze, un cartellone che ha portato a Nocera Inferiore stelle come Nick the Nightfly, Simona Molinari, Sergio Cammariere, Eric Darius e, in chiusura, Raphael Gualazzi. Location suggestive, dal Chiostro degli Olivetani ai luoghi storici del centro cittadino, hanno fatto da cornice a un festival che non è solo musica, ma cultura, identità e valorizzazione del patrimonio.

Un tassello prezioso di questa edizione è stato il contributo di Francesco Belsito, archeologo, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio nella memoria e nella storia. Ad ogni appuntamento, le sue pillole informative hanno svelato curiosità, aneddoti e segreti delle location scelte per il festival: luoghi che non sono stati solo scenari, ma veri protagonisti culturali.

Il bilancio è più che positivo. “Un successo davvero straordinario – ha dichiarato Ferdinando Padovano, presidente della Commissione Cultura del Comune – numeri da capogiro che ci danno entusiasmo, forza e voglia di continuare a sognare. Ci vediamo l’anno prossimo!”.

Lo stesso direttore artistico Gaetano Lambiase ha lasciato intendere che la macchina organizzativa è già in moto per la quarta edizione: “Stiamo già lavorando al futuro. L’asticella si è alzata ancora, e vogliamo continuare a crescere”.
Il valore di una squadra
Dietro il successo, una macchina ben oliata: lo staff coordinato da Ferdinando Padovano, la direzione artistica del Moro, il supporto dell’amministrazione guidata dal sindaco Paolo De Maio e l’impegno di una comunità che ha fatto proprio il festival.

A completare il racconto, la preziosa fotogallery realizzata da Antonio Biasio , Ciro Esposito e Angelo Somma che ha catturato i momenti più intensi di questa edizione memorabile.



Una città che respira musica
Il sipario è calato, ma il Nocera Jazz Festival non lascia silenzi: semina attese. Anche quest’anno la rassegna ha confermato il suo ruolo da protagonista nel panorama jazzistico campano, dimostrando che la musica, quando è autentica, non è solo spettacolo: è resistenza, visione, futuro.

Non resta che dare appuntamento alla quarta edizione!








