
Mia figlia ha un sogno: ha deciso di studiare medicina in un’ Universita pubblica, vicino casa, a Fisciano, la medesima ove ho conseguito io stessa la laurea in sociologia a 23 anni.
Ella sa bene che non è figlia o parente di medici come ben conosce le nostre origini modeste e risorse esigue, per cui non possiamo permetterci Università private con rette costose, fuori provincia.
Con il suo solo intelletto, con la caparbietà che da sempre la contraddistingue, raggiungerà il suo obiettivo diventando una neurochirurga, ma lo farà con idee di uguaglianza sociale, senza distinzione di censo, razza, ideologia politica e religiosa, orientamento sessuale e quant’altro. Proviene da una famiglia umile che non si è mai piegata al soldo del potente, alle promesse del padrone; ha una madre intrisa di ideali gramsciani e femministi, una che non ha mai avuto paura di dire la verità e che ha sempre aiutato chi non aveva mezzi e voce, che ha sempre pagato e ringraziato per un servigio ricevuto, che conosce la riconoscenza e la ripaga, che sa discernere col proprio cervello il bene dal male, che non scenderà a compromessi per un posto di lavoro o una carica immeritati, che è conscia del proprio valore professionale ed umano, che non serba rancore ma nemmeno si fa abbindolare.
Non mi piace offendere le persone, ledere la dignità altrui, mi hanno insegnato valori impagabili quali l’onestà intellettuale, il rispetto dell’altro, l’umiltà di ammettere ciò che non so fare; non mi piacciono le minacce, l’incompetenza mascherata da savoir faire, le raccomandazioni, il dispotismo, il patriarcato maschilista, lo schiavismo dei poveri cristi costretti allo sfruttamento, l’alienazione, le ingiustizie tutte.
Mia figlia ed io non lanciamo frecciate a nessuno né scendiamo in politica, ma non per mancanza di idee, progettualità, capacità, umiltà, umanità, competenze trasversali, ma perché di questi tempi vengono votate solo le persone sbagliate, a comandare sono coloro che possono promettere posti di lavoro, che hanno denaro per le campagne elettorali, che vengono “portate” dal parente e dall’amico o amante che conta. Inutile girarci attorno, la politica fatta così è una cosa sporca, come diceva mio padre, e allora noi comuni mortali ci accontentiamo di studiare e lavorare con le nostre forze, non diverremo ricchi e potenti, ma non perderemo la dignità, che resta il sommo bene, senza prezzo.
Giuramento di Ippocrate
Testo greco originale Traduzione italiana (versione antica)
Όμνυμι Απόλλωνα ιητρόν και Ασκληπιόν και Υγείαν και Πανάκειαν και θεούς πάντας τε και πάσας, ίστορας ποιεύμενος, επιτελέα ποιήσειν κατά δύναμιν και κρίσιν εμήν όρκον τόνδε και ξυγγραφήν τήνδε.
Ηγήσεσθαι μεν τον διδάξαντά με την τέχνην ταύτην ίσα γενέτησιν εμοισι, και βίου κοινώνεσθαι, και χρεων χρηίζοντι μετάδοσιν ποιήσεσθαι, και γένος το εξ αυτού αδελφεοις ίσον επικρινέειν άρρεσι, και διδάξειν την τέχνην ταύτην, ήν χρηίζωσι μανθάνειν, άνευ μισθού και ξύγγραφης, παραγγελίης τε και ακροήσιος και της λοιπης απάσης μαθήσιος μετάδοσιν ποιήσεσθαι υιοισι τε εμοισι και τοισι του εμέ διδάξαντος και μαθηταισι συγγεγραμμένοις τε και ωρκισμένοις νόμω ιητρικω άλλω δέ ουδενί.
Διαιτήμασί τε χρήσομαι επ’ ωφελείη καμνόντων κάτα δύναμιν και κρίσιν εμήν, επί δηλήσει δε και αδικίη, είρξειν.
Ου δώσω δε ουδέ φάρμακον ουδενί αιτηθείς θανάσιμον, ουδέ υφηγήσομαι ξυμβουλίην τοιήνδε, ομοίως δε ουδέ γυναικί πεσσόν φθόριον δώσω.
Αγνως δε και οσίως διατηρήσω βίον εμόν και τέχνην την εμήν.
Ου τεμέω δε ουδέ μην λιθιωντας, εκχωρήσω δε εργάτησιν ανδράσι πρήξιος τησδε.
Ες οικίας δε οκόσας αν εσίω, εσελεύσομαι επ’ ωφελείη καμνόντων, εκτός εών πάσης αδικίης εκουσίης και φθορίης της τε άλλης και αφροδισίων έργων επί τε γυναικείων σωμάτων και ανδρείων, ελευθέρων τε και δούλων.
Α δ’ άν εν θεραπείη ή ίδω, ή ακούσω, ή και άνευ θεραπείης κατά βίον ανθρώπων, ά μή χρή ποτε εκλαλέεσθαι έξω, σιγήσομαι, άρρητα ηγευμενος ειναι τα τοιαυτα.
Ορκον μεν ουν μοι τόνδε επιτελέα ποιέοντι και μη ξυγχέοντι είη επαύρασθαι και βίου και τέχνης, δοξαζομένω παρά πασιν ανθρώποις ες τον αιεί χρόνον, παραβαίνοντι δε και επιορκέοντι, ταναντία τουτέων.
Traduzione
Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea e per gli dèi tutti e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguirò, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno scritto: di stimare il mio maestro di questa arte come mio padre e di vivere insieme a lui e di soccorrerlo se ha bisogno e che considererò i suoi figli come fratelli e insegnerò quest’arte, se essi desiderano apprenderla; di rendere partecipi dei precetti e degli insegnamenti orali e di ogni altra dottrina i miei figli e i figli del mio maestro e gli allievi legati da un contratto e vincolati dal giuramento del medico, ma nessun altro.
Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, mi asterrò dal recar danno e offesa.
Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, nè suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo.
Con innocenza e purezza io custodirò la mia vita e la mia arte. Non opererò coloro che soffrono del male della pietra, ma mi rivolgerò a coloro che sono esperti di questa attività.
In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l’altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi.
Ciò che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio o anche fuori dell’esercizio sulla vita degli uomini, tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili.
E a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell’arte, onorato degli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro.
Annalisa Capaldo






