
A cura di Giovanni Coppola
Il consigliere comunale Francesco Carotenuto rompe il silenzio e porta il caso “Parentopoli” di Scafati all’attenzione dell’ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione. Al centro della segnalazione, le modalità di assunzione nella società partecipata ACSE, con particolare riferimento all’assunzione del fratello del consigliere di maggioranza, Attianese.
Carotenuto lo fa sapere attraverso un comunicato pubblicato sui social, di cui riportiamo una sintesi – “Non si può far passare inosservato un episodio simile – afferma –. La procedura dell’affidamento diretto, pur rispettando formalmente la legge, è ormai diventata la norma, e si fa un uso eccessivo delle agenzie interinali per reperire personale, anche per incarichi di brevissima durata” –
Il consigliere punta il dito contro un sistema che, a suo dire, mina la trasparenza e alimenta sospetti – “Il diritto al lavoro è sacrosanto – scrive – ma deve essere garantito con regole corrette e risorse ben gestite. Qui, invece, è il sistema stesso che desta perplessità. Ho più volte detto che l’ACSE sembra diventata un bottino di guerra da spartire dopo le elezioni comunali” –
L’assunzione di un familiare di un consigliere di maggioranza ha fatto scattare un nuovo allarme – “Se a ogni tornata elettorale emergono assunzioni di volti noti o vicini alla politica locale, è giusto che i cittadini sappiano e si indignino con chi consente questo scempio. La mia segnalazione all’ANAC – conclude – vuole fare chiarezza e restituire dignità al vero diritto al lavoro” –
Ora la questione è al vaglio dell’Autorità Anticorruzione, mentre a Scafati si riaccende il dibattito sulla gestione delle partecipate pubbliche e sulle logiche di potere che sembrano muoverle.







