
Dopo il nostro report sulle condizioni del Rio Sguazzatorio, in seguito alle denunce pervenute in redazione da parte di Carlo Licinio e Francesco Cicalese, rappresentanti del “Comitato Nuovo Rio Sguazzatorio”, arriva la reazione della politica.
Forte l’intervento del sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti che, praticamente, si sta rendendo martire della questione Fiume Sarno. Lo scarico illecito mostrato dalle nostre immagine, è soltanto l’ennesimo di una lunga serie, oltre che le condizioni di totale incuria degli argini e tutta l’aria circostante il canale.
– “Con l’arrivo dell’estate, si ripresenta purtroppo in maniera puntuale e preoccupante il problema degli scarichi illeciti nel Fiume Sarno e nei suoi canali affluenti da parte delle industrie conserviere e non che si trovano soprattutto a monte del Fiume e ai confini con Scafati” – recita il CU emanato dall’ufficio stampa di Palazzo Mayer. Ed, effettivamente, è ben noto in città che proprio quello che è stato motivo di vanto, ricchezza e occupazione, ovvero la filiera Conserviera, dialetticamente conosciuta come “Lavorazione e’ pummarole”, negli anni è divenuta il grande mostro che ha finito per divorare le acque del Fiume Sarno.
Aliberti, quasi esasperato, a questo punto ha chiesto l’istituzione di una Task Force – “… Pertanto, già con una nota abbiamo chiesto ufficialmente controlli mirati anche notturni non solo alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, al Comando NOE di Salerno e ad Arpac ma anche e soprattutto al Nucleo Carabinieri Forestale di Roccarainola, affinché attraverso una task force di tutte le istituzioni coinvolte si verifichi la conformità degli scarichi delle industrie, sia conserviere che non, presenti nei Comuni limitrofi, territori attraversati da affluenti come Cavaiola e Solofrana” –
Scena muta, invece, per gli altri comuni dell’Agro. Ad esempio, nel nostro servizio si parla anche del territorio di Angri, ma Ferraioli non proferisce parola sulla tragica questione. Il campanilismo, anche questo un aspetto centrato dal sindaco scafatese – “Scafati non è il problema. Gli imprenditori scafatesi non sono i responsabili di questo disastro ambientale. Per quanto di nostra competenza, verifichiamo costantemente attraverso la nostra Polizia Municipale che tutte le fabbriche siano in regola con i depuratori e possiamo dire che in molti casi sono essi stessi vittime di un sistema in cui la mancanza di controlli in altri Comuni ricade negativamente sulla nostra città e sulla sua immagine” –







