
Dal 1991 al 19 aprile 2025 sono 401 i decreti di scioglimento di Comuni per infiltrazioni mafiose: in media uno al mese. E’ quanto si legge nel rapporto di Avviso Pubblico. Il 72% dei Comuni sciolti per mafia ha una popolazione inferiore ai 20mila abitanti. Il 96% degli scioglimenti si concentra in quattro regioni: Calabria, Campania, Sicilia, Puglia. In quasi tutte le relazioni analizzate emerge il coinvolgimento, a vario titolo, dei clan mafiosi nelle campagne elettorali: un’attenzione finalizzata ad ottenere o consolidare i rapporti con le future amministrazioni nell’ottica di assicurarsi vantaggi di natura economica.
Le forme con cui ciò si manifesta sono diverse: si annoverano, ad esempio, episodi di intimidazioni ai danni di altri candidati, liste sottoscritte anche da soggetti contigui alle organizzazioni mafiose, situazioni in cui la richiesta di sostegno a membri dei clan proviene direttamente da alcuni candidati, casi in cui la moneta di scambio si concretizza soprattutto in assunzioni e occasioni di lavoro. Nel periodo esaminato (1991-19 aprile 2025) in Campania sono stati sciolti 124 Comuni. Nel 2025 la Campania ha subito 2 scioglimenti per mafia: Poggiomarino e Caserta. Mentre nel 2024 sono stati 4: in provincia di Avellino 2 (Quindici e Monteforte Irpino), in provincia di Caserta 1 (Calvi Risorta) e uno in provincia di Napoli (Melito). Un caso è quello del Comune di Quindici, che dal 1983 è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche per ben 4 volte.
Ecco l’elenco degli scioglimenti in Campania. o scioglimento dei consigli comunali e provinciali per infiltrazione di stampo mafioso è un istituto dell’ordinamento italiano previsto dall’art. 143 del Testo Unico degli Enti Locali (d.lgs. 267/2000).
1991: Casandrino, Casal di Principe, Poggiomarino, Mondragone, Sant’Antimo, Casapesenna, Marano;
1992: Quarto, Recale, San Cipriano d’Aversa, Cesa, Grazzanise, Villa di Briano, Santa Maria la Fossa, Lusciano;
1993: Acerra, Carinola, Frignano, Scafati, Pagani, Casamarciano, Casola, Nocera Inferiore, Torre Annunziata, San Giuseppe Vesuviano, Ercolano, Pago del Vallo di Lauro, Sarno, Nola, Pomigliano d’Arco, Sant’Antonio Abate;
1994: Villaricca, San Paolo Belsito;
1996: Casapesenna, Pimonte, Nola, Casal di Principe;
1997: Liveri, Terzigno, Ottaviano;
1998: Grazzanise, Villa di Briano, Casandrino, Castel Volturno, Boscoreale;
1999: Poggiomarino, Afragola (poi annullato):
2000: Pignataro Maggiore;
2001: Pompei, San Gennaro Vesuviano;
2002: Santa Maria la Carità, Portici, Quindici, Frattamaggiore, San Paolo Belsito;
2003: Montercorvino Pugliano,
2004: Marano, Volla;
2005: Crispano, Tufino (poi annullato), Afragola, Torre del Greco (poi annullato), Casoria, San Tammaro, Melito, Pozzuoli;
2006: Brusciano, Boscoreale, Casaluce, San Giuseppe Vesuviano:
2007: Lusciano, Casalnuovo;
2008: Arzano, San Cipriano d’Aversa (poi annullato), Marcianise, Orta di Atella:
2009: Pago del Vallo di Lauro, Villa Literno (poi annullato), Castello di Cisterna, San Giuseppe Vesuviano, Orta di Atella;
2010: Gricignano d’Aversa;
2012: Gragnano, Pagani, Casal di Principe, Castel Volturno, Casapesenna, San Cipriano d’Aversa;
2013: Grazzanise, Quarto, Giugliano;
2014: Battipaglia;
2015: Arzano;
2016: Trentola Ducenta. Marano;
2017: Casavatore, Crispano, Scafati, San Felice a Cancello;
2018: San Giuseppe Vesuviano;
2019:Arzano, Orta di Atella;
2020:Sant’Antimo, Pratola Serra;
2021: Marano, Villaricca:
2022: Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, San Giuseppe Vesuviano;
2023: Melito:
2025: Caserta





