
In occasione dell’ultimo giorno della festa Italia Cuba a Cava de’ Tirreni ho avuto l’onore di intervistare un eroe rivoluzionario cubano.

Gerardo Hernandez Nordelo è considerato un eroe perché negli anni ’90 dello scorso secolo ha fatto parte dei “Los Cinco”, inviati dal governo cubano negli USA per proteggere l’isola dalle azioni terroristiche statunitensi. È nato a L’Avana nel 1965, ingiustamente considerato una spia dagli Americani, processato e condannato a due ergastoli, più 15 anni, rimasto imprigionato per 16, liberato in seguito grazie alla solidarietà internazionale, con l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba in prima linea.
L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba nasce nel 1961, in solidarietà con la Rivoluzione cubana, a seguito della tentata invasione degli Stati Uniti a Playa Girón. L’Associazione Nazionale, con sede a Milano, coordina l’attività dei 60 Circoli che la compongono e di cui fanno parte circa 3.500 iscritti.
L’Associazione è autonoma dal Governo e dai partiti politici e si colloca nel vasto movimento progressista e antifascista del nostro Paese.

Scopo dell’Associazione è quello di promuovere l’amicizia e la solidarietà tra il popolo italiano e quello cubano attraverso una sempre più profonda conoscenza reciproca. Obiettivi principali sono la campagna contro l’illegale blocco economico, commerciale e finanziario che gli Stati Uniti impongono da cinquantasei anni a Cuba e per la restituzione del territorio della Base di Guantánamo.
Ma torniamo al nostro eroe, un uomo che resta impresso per quello che ha fatto e continua a fare in nome della giustizia e della lotta alle disuguaglianze.

Una persona umile, un compagno dal coraggio nitido e dalla coscienza pura, come non se ne vedono più tanti in giro: “Una lotta giusta non perde” è una frase che mi resterá impressa nel cuore, assieme a quella di un altro eroe cubano, del XIX secolo, Josè Martí : “Chi si alza oggi per Cuba, si alza per tutti i tempi”.
Gli ho posto, con orgoglio ed emozione, poche domande ma pregnanti: Come possono i giovani d’oggi riscoprire il valore della rivoluzione per giusta causa? Semplicemente conoscendo la storia di chi ha lottato per conquistare la libertà del proprio popolo dicendo la verità ed eliminando il più possibile le manipolazioni mediatiche e le insidie della falsa comunicazione, specialmente sui canali social, ha risposto Gerardo, che come me ha tre figli.
Alla mia domanda sul valore dell’eroe rivoluzionario dei nostri giorni quasi si imbarazza, ma con orgoglio e con la mano sul cuore, sia a Cuba che nel mondo, continua a veicolare un messaggio di pace, di giustizia sociale e di lotta per un mondo migliore che è poi la quintessenza del pensiero degli uomini giusti, da Ernesto Che Guevara a Gerardo Hernandez Nordelo, appunto.

Lunga vita ai Rivoluzionari!
Annalisa Capaldo








