
Presunto voto di scambio a Scafati, la Procura Antimafia di Salerno nella persona del procuratore capo Giuseppe Borrelli deposita l’Appello per il processo bis denominato Sarastra per il quale a novembre scorso erano arrivate una raffica di assoluzioni dopo una richiesta di condanna formulata per tutti gli imputati, l’attuale sindaco di Scafati Pasquale Aliberti, il fratello Nello Maurizio, la moglie Monica Paolino, Roberto Barchiesi, Giovanni Cozzolino e Ciro Petrucci rivedono il processo che li aveva tormentati per dieci lunghi anni. Un processo basato sull’apporto politico che secondo la pubblica accusa sarebbe stato dato dal clan Loreto-Ridosso sia al sindaco che all’ex consigliera regionale di Forza Italia (Monica Paolino) e che aveva visto sfilare sul banco dei testimoni collaboratori di giustizia e politici. Nell’appello della Procura non c’è Andrea Ridosso, il fratello di Luigi (condannato in abbreviato), che in un primo momento per l’accusa era stato considerato il trait d’unione tra politica e camorra. Proprio la Procura Antimafia alla fine ha optato per l’innocenza del giovane non presentando ricorso. Resta da stabilire la data per il giudizio di secondo grado che dovrebbe arrivare prima della pausa estiva, Sarastra è quindi un processo per nulla finito. Ancora un processo, ancora uomini e donne ricadranno nel baratro dell’ansia e della tensione, ancora una volta lo stato costretto a servirsi delle sue protesi per sanare le istituzioni Scafatesi. La domanda sorge spontanea: quando Scafati potrà rivivere una continuità politica? Quando ritornerà un’amministrazione che ridarà la credibilità di cui Scafati è degna?








