
Nel panorama sempre più attento all’etica e alla sostenibilità, Gaza Cola emerge come un caso emblematico di consumo consapevole. Lanciata nel novembre 2023 dall’attivista palestinese Osama Qashoo, questa bibita gassata nasce come alternativa alle grandi multinazionali del beverage, accusate da parte del movimento BDS (Boycott, Divestment and Sanctions) di sostenere indirettamente l’esercito israeliano. Gaza Cola propone un gesto semplice e quotidiano – bere una cola – trasformandolo in un atto politico e di solidarietà: il motto, “cola senza genocidio”, è tanto provocatorio quanto esplicito. L’idea di fondo è quella di un commercio etico, “trade, not aid”, che non si limita a inviare aiuti, ma crea circuiti economici capaci di restituire dignità e autonomia alle popolazioni colpite dal conflitto.
Prodotta attualmente in Europa, in stabilimenti situati in Polonia, Gaza Cola viene importata nel Regno Unito e distribuita anche in Italia da reti solidali, tra cui Coop Alleanza 3.0, che ha scelto di sostenerla in modo esplicito, sostituendo alcuni prodotti israeliani con questa nuova proposta. Le lattine si presentano con un’estetica forte e identitaria: rosso ciliegia intenso, motivi ispirati alla keffiyeh, scritte in arabo e la bandiera palestinese. Ma oltre al messaggio politico, Gaza Cola non dimentica la qualità del prodotto: il gusto ricorda quello delle cola tradizionali, ma è leggermente più intenso, meno diluito, come se avesse una concentrazione maggiore di aromi. È già in fase di sviluppo una versione dietetica e a ridotto contenuto di zuccheri.
Particolare cura è stata riservata al packaging sostenibile: le lattine sono interamente in alluminio riciclabile e prive di etichette adesive, per facilitare il processo di raccolta differenziata. Anche gli imballaggi secondari sono in cartone certificato FSC, senza plastica. Sono in fase di valutazione soluzioni logistiche a basso impatto ambientale e, in prospettiva, il lancio di una versione refillable da distribuire nei centri sociali e nei punti vendita solidali. Gaza Cola, insomma, non si limita a un messaggio politico: integra giustizia sociale e ambientale in ogni fase della filiera.
Il progetto ha già superato il mezzo milione di lattine vendute nel Regno Unito e si sta espandendo in paesi come Spagna, Kuwait, Australia e Sudafrica. I proventi sono destinati alla ricostruzione dell’ospedale al-Karama, nel nord della Striscia, con particolare attenzione al reparto maternità, raso al suolo dai bombardamenti. Gaza Cola rappresenta una forma concreta di resistenza e ricostruzione: bere una lattina diventa un modo per contribuire alla rinascita. Non è sola in questo percorso: brand come Salaam Cola o il progetto Zatoun (olio d’oliva dalla Palestina) dimostrano che esiste un mercato in crescita per prodotti etici, autentici e alternativi alle multinazionali.
Gaza Cola, in definitiva, non è solo una bevanda: è un simbolo. Unisce la memoria e l’identità a una visione moderna del consumo: responsabile, consapevole e solidale. Una proposta che AgroToday accoglie con interesse, perché dimostra che agrifood e giustizia globale possono e devono camminare insieme.
- Scheda prodotto:

Nome: Gaza Cola
Tipo: Bevanda gassata (cola)
Formato: Lattina 330 ml
Origine: Europa (Polonia)
Ideatore: Osama Qashoo
Anno: 2023
Distribuzione: UK, Italia, Spagna, Kuwait, Australia, Sudafrica
Gusto: Intenso, dolce-acido, non annacquato
Zuccheri: Con zucchero – in sviluppo versione sugar-free
Packaging: Alluminio riciclabile, stampa diretta, cartone FSC, no plastica
Design: Rosso ciliegia, bandiera palestinese, keffiyeh, calligrafia araba
Finalità: Ricostruzione ospedale al-Karama (Gaza)
Modello: Trade not aid
Canali: Coop Alleanza 3.0, botteghe etiche, e-commerce solidali
Target: Consumatori etici, giovani attivisti, comunità solidali
Claim: Cola senza genocidio – Apartheid-free – Il gusto della libertà
Confezioni: Box 6 – 12 – 24 lattine







