
Mentre siamo intenti a programmare le vacanze estive, le feste, le presentazioni di libri che spuntano come funghi, a fare politichetta spicciola sui social, la scorsa notte Israele ha bombardato i siti nucleari dell’Itan, terra di petrolio.

Tel Aviv ha avviato l’operazione Rising Lion per colpire il programma nucleare iraniano e abbattere i vertici militari di Teheran. Contrari gli Stati Uniti, che il 15 giugno avevano in programmi colloqui con l’Iran sul nucleare. L’incertezza geopolitica ha fatto schizzare i prezzi del petrolio.
Secondo quanto dichiarato dal governo israeliano, gli attacchi sarebbero scattati perché i servizi di intelligence avrebbero raccolto prove del fatto che il programma nucleare iraniano era sul punto di raggiungere il punto di non ritorno nella produzione di armi atomiche. Le autorità iraniane hanno comunicato che, a seguito dei raid, sarebbero rimasti uccisi almeno 6 scienziati coinvolti nel programma nucleare, con oltre 50 feriti. Nella mattina di venerdì 13 giugno, l’Iran ha quindi lanciato una prima ondata di droni contro Israele come ritorsione. Gli Stati Uniti hanno detto di essere stati informati dell’operazione, ma di non essere coinvolti direttamente.
Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha subito rilasciato un messaggio registrato, in cui dichiara che il Paese si trova in un momento decisivo della sua storia «Poco fa Israele ha lanciato l’operazione Rising Lion, un’operazione militare mirata per minare la minaccia esistenziale dell’Iran nei confronti di Israele. Questa operazione continuerà per tutti i giorni necessari a eliminare tale minaccia».
Almeno 6 scienziati sarebbero stati uccisi nei raid di giovedì notte, tra cui Fereydoun Abbasi, a capo dell’Organizzazione per l’energia atomica iraniana tra il 2011 e il 2013, e Mohammad Mehdi Tehranchi, fisico e rettore dell’Università islamica Azad di Teheran.
L’attacco di Israele ha anche colpito i vertici militari iraniani, probabilmente per minare la sua capacità di ritorsione. I caccia dell’Aviazione israeliana hanno anche attaccato il quartier generale dei Guardiani della Rivoluzione a Teheran e altre strutture militari in tutto il Paese. Nelle ore successive ai raid è stata confermata la morte del generale Gholamali Rashid e soprattutto di Mohammad Bagheri, capo dell’esercito regolare iraniano e massima autorità del Paese dopo la Guida suprema Ali Khamenei. Anche le Guardie della Rivoluzione hanno perso il loro comandante in capo Hossein Salami.
Khamenei ha già promesso una reazione durissima nei confronti di Israele, in cui è ora in vigore lo stato di emergenza. Anche lo spazio aereo israeliano e l’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv saranno chiusi fino a nuovo ordine. Secondo quanto riportato dalle autorità locali, Israele ha già iniziato ad abbattere dei droni iraniani che volavano nello spazio aereo di alcuni Paesi vicini, tra cui Siria, Giordania e Arabia Saudita.
Questo è solo un altro tassello della terza guerra mondiale a pezzi, così come l’aveva definita Papa Francesco riferendosi alla situazione geopolitica attuale caratterizzata da numerosi conflitti e tensioni, che non costituiscono una guerra mondiale nel senso tradizionale, ma sono comunque molto gravi e pericolosi.
Ora potete ritornare su Booking a prenotare i vostri viaggi, a sparlare su facebook dei politicuncoli più o meno improvvisati del vostro paesotto, della Nazionale di calcio e del suo futuro allenatore e delle beghe di quartiere
Annalisa Capaldo







