
Tempo di scelte per i canarini di patron Romano. Già da oggi, fino ai prossimi mesi, sarà un estate bollente per costruire una rosa competitiva che possa centrare la promozione in C. Pietro Fusco ha ricevuto ufficialmente carta bianca nella veste di direttore sportivo, con piena fiducia e a 360° come gestione dell’intero entourage gialloblù, anche oltre il rettangolo verde. Riconferma non affatto scontata visto che attorno alla sua figura, a un certo punto, c’era più di un malumore per il progetto tecnico promosso la scorsa stagione. Acqua passata, si guarda avanti. Il DS adesso deve decidere innanzitutto chi sarà la guida tecnica, Atzori è un suo stimato amico ma questo non potrebbe bastare.
Il buon Gianluca Atzori è entrato in corsa a tre giornate dal giro di boa totalizzando 65 punti e una finale play off persa con grande onore al Granillo contro la Reggina e soltanto agli extra time. Insediatosi il 2 Dicembre, in 20 gare ha totalizzato 12 vittorie, 4 pareggi e altrettante sconfitte. Per il tecnico di Collepardo, a dire il vero, ci fu una partenza shock. Due giorni dopo aver incontrato la squadra, incassò l’eliminazione agli ottavi di Coppa Italia, tra le mura amiche contro il Martina. Peggio ancora, alla sua prima assoluta in D, perse in Sicilia contro l’Igea Virtus scatenando non pochi mugugni. Poi cominciò a lavorare e tra le varie cose, in primis, smantellò quello che era definito il blocco di calciatori della corrente del suo predecessore Fabiano. Ad esempio, rilegò in panchina il deludente Aliperta, ridimensionò Raffaele Vacca (l’altro Vacca invece ci pensò da sè), insomma alcune dinamiche nello spogliatoio furono eliminate.
Atzori ha dato grande fiducia al giovane beniamino dei tifosi, il classe 05 Antonio Potenza, cucendogli un ruolo in cui l’atleta svariasse a tutto campo sulla trequarti. Ottima la gestione di un altro under, Gaetano Santarpia (06), che ha saputo dosare nei giusti tempi dandogli poi spazio al momento giusto con grande risposta da parte del calciatore autore di un finale di stagione che lo colloca tra le migliori sorprese dei giovani della categoria.
Il tecnico ha giocato anche d’azzardo, proponendo un inedito 4-2-3-1 che più volte, quasi sempre, è stato un 4-2-4 di grande propensione offensiva. Questo, talvolta, ha portato a uno squilibrio, anche perchè, con il materiale umano che aveva, non ha potuto applicare le sue idee nel miglior modo possibile. A centrocampo lo stoico Alessio Esposito è stato l’unico a reggere, mentre in attacco Sasà Molinaro, arrivato in corso d’opera, non è bastato visto che il collega Foggia non ha mai trovato un ruolo ben preciso e si è perso completamente.
Questo è l’incipit del tecnico Atzori. Sicuramente dal punto di vista umano un grande professionista e di altra categoria che ha provato ad applicare alcune idee anche, forse, fuori contesto. Proprio su questo punto potrebbe ragionare il Ds Fusco: continuare su questa linea anche innovativa, oppure cedere a quell’antica teoria che recita “ci vuole un tecnico navigato di categoria”






