
La Scafatese di oggi, che si appresta alla finale playoff del girone I di Serie D, ha già superato la Scafatese di 20 anni fa, quella che si fermò al primo turno playoff contro la Sibilla, mettendo però le basi alla stagione successiva di gloria, caratterizzata dalla promozione in Seconda Divisione (l’ex C2). Il girone lo vinse la Paganese di Giacomarro. Ma la Scafatese del direttore Raffaele Sepe e di mister Pasquale Esposito, tra le tante cose, si regalò una serata magica all’Arechi di Salerno: 25.10.2005 Scafatese – Paganese 3-1 (3’ Rig. Scarpa-S, 6’ Grillo-S, 62’ Amarante-S, 90’ Ferrara-P). In foto da sinistra: Claudo Galdi, Marco Biancardi, Raffaele Sorriso, Giuseppe Cappiello, Salvatore Caruso, Salvatore Mele, Fabio De Luca, Mariano Grillo, Massimo Scarpa, Raffaele Ambruoso, Gennaro Sileno, Antonino Amarante (nel riquadro).
Il ricordo di Guglielmo Formisano
Accadde martedì 25 ottobre 2005, allo stadio Arechi di Salerno. La Scafatese, che l’anno prima aveva ottenuto la salvezza ai play-out, contro la Viribus Unitis, si presentò ai nastri di partenza in Serie D, Girone H, con una diversa struttura societaria, con progetto molto ambizioso, che avrebbe condotto i canarini in Serie C2 ma che, dopo soli tre anni, si sarebbe sciolto come neve al sole. La Paganese, dopo sei gare, era in testa alla classifica con 18 punti, a punteggio pieno, con 16 reti fatte e 4 subìte; la Scafatese, dopo Grottaglie e Noicattaro a quota 13, seguiva in quarta posizione con 10 punti (3 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte, 6 reti fatte e 7 subìte).
La settima giornata: Scafatese-Paganese. Scafatese: Sorriso, Biancardi, Mele, Grillo, Caruso, Cappiello, Sileno, Ambruoso, De Luca, Scarpa, Galdi. Paganese: Ferrante, Ramic, Moccia, De Sanzo, Perrelli, Pannozzo, Alletto, Dima Ruggiano, Ferrara, Armonia, Romano.
Prima traccia, minuto 3, 1-0: Fabio De Luca, che all’Arechi era di casa, si presentò in area in posizione ghiotta e venne fermato in maniera irregolare da Pannozzo. Dal dischetto Massimo Scarpa non perdonò e insaccò rasoterra alla destra di Ferrante, realizzando il più classico gol dell’ex, e andò a festeggiare sventolando la bandierina del corner. In tribuna tutti pensarono a una immediata reazione della capolista schiacciasassi ma si sbagliarono di grosso. Seconda traccia, minuto 6, 2-0: partenza a razzo di Sileno e Galdi, indigesti agli avversari, con conquista di un calcio d’angolo dagli sviluppi del quale arrivò la perentoria incornata di Mariano Grillo. L’esultanza in campo fu pari al boato che sopraggiunse dalle tribune; l’avvio sprint fece ricordare ai meno giovani l’inizio della partita Scafatese-Savoia del 20 aprile 1975 (2-0 al quindicesimo, con reti di Rega al minuto 8 e di Negri al minuto 15, sospesa per invasione di campo da parte dei sostenitori del Savoia, poi 2-0 a tavolino). Terza traccia, minuto 62, 3-0: Antonino Amarante, subentrato a Scarpa da nove minuti, fece tutto da solo, catturò palla, corse, saltò avversari, arrivò davanti a Ferrante, cercò e trovò l’angolo che lo sorprese. Inutile la rete del 3-1 di Ferrara allo scadere. “By night” vincere fu più bello; i canarini furono portati in trionfo dai tifosi che avevano avuto in regalo una serata storica, con una squadra che aveva mostrato ingranaggi efficaci e inesorabili.
I giallobleu furono i primi a fermare la Paganese, diventarono terzi in graduatoria e viaggiarono di notte entusiasmandosi dopo giorni non semplicissimi. Quando vai a cercare il segno della grandezza, non puoi fare a meno di imbatterti nella dote della “maieutica” (metodo adottato da Socrate per condurre i suoi allievi alla ricerca della conoscenza); Mister Esposito, indovinando tutto, con slancio trascinante, aveva fatto in modo di “tirare fuori” dai suoi calciatori le proprie doti tecniche e le proprie attitudini tattiche, sfruttando al massimo le loro caratteristiche per raggiungere un difficile e insperato risultato, per creare un capolavoro di sublime eleganza nato dal nulla, come nei cantieri di una cattedrale gotica o come in una bottega d’arte rinascimentale, con giocate talentuose in grado di offrire lo stupore dell’arte allo stato puro.
Il girone di andata 2005/2006 fu esaltante; alla diciannovesima, seconda di ritorno, la Scafatese era seconda in classifica, a quota 38, a meno 3 dalla capolista Paganese. Da quel momento, però, complici il terreno di gioco del campo di Scafati che non aiutava le finezze, un calo atletico e qualche infortunio, i canarini non riuscirono a ripetere l’ottimo cammino della fase ascendente, chiusa con 34 punti.
Alla fine, con 21 punti conquistati nel ritorno, la squadra raggiunse quota 55, garantendosi l’accesso ai playoff”.








