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Sta per volgere al termine anche questa settimana: è stato un periodo davvero tosto, sia da un punto di vista emotivo che fisico e mentale. Nel 2005 ho scritto un brano intitolato “Polvere”. Il testo affronta un tema legato all’esistenza di ciascuno: una riflessione intima e profonda, ma allo stesso tempo molto curiosa.
La vita è come un’altalena: a volte ci pone di fronte a gioie e soddisfazioni, a volte a dolori tremendi e
traumi feroci. Chissà perché solo in quest’ultimo caso noi, esseri umani, facciamo i conti con noi stessi e con
ciò che ci circonda. I momenti belli si vivono e si godono senza porre domande: si accettano e basta.
I momenti brutti, invece, non si vivono con la stessa leggerezza: si affrontano, si analizzano, si sminuzzano e
vengono esaminati alla lente d’ingrandimento. Fateci caso: ad ogni dolore o evento negativo che ci colpisce,
ci fermiamo. Iniziano processi, ricerche e domande che hanno tutte la stessa meta, lo stesso fine: perché?
In quei momenti si attiva quella che chiamo la modalità “faccio i conti con me stesso”, una sorta di pulizia interna: riflessioni e domande introspettive che sanificano l’animo, rendendolo di nuovo pronto ad affrontare nuove sfide.
Dite la verità, vi è sicuramente capitato di vivere questi momenti, di sentirvi come un pugile al tappeto: il
“giudice vita” che conta i secondi mentre siete a terra… 1, 2, 3… Cercate di rialzarvi, volete farcela, ma il
colpo è stato forte. Allora cercate un sostegno, un appiglio che vi aiuti nella risalita: dal buio alla luce. Il
pugile a terra cerca e trova le corde che delimitano il ring e, con tutta la forza che ha, si aggrappa. Con uno
sforzo immenso, le corde sostengono la risalita: finalmente in piedi. Il giudice vita si è fermato a contare fino a nove, giusto in tempo, per permettervi di riprendere il cammino, feriti e bastonati ma ancora vivi! “Polvere” racconta uno di questi momenti. La musica, per il sottoscritto e per tantissimi altri, è stata la corda del ring a cui aggrapparsi quando ci si trovava al tappeto. Come dice Tricarico “La verità è che la musica mi ha salvato”. Come afferma Max Gazzè “Una musica può fare salvarti sull’orlo del precipizio,
quello che la musica può fare…”. E come sostiene Piero Pelù “Dea, dea musica, la scintilla in un mondo di plastica: mi dai forza, amore, accarezzi la mia solitudine”.
La musica è terapeutica, salvifica, curativa, lenitiva, motivazionale. Ha un potere immenso: riesce a rilassare, a unire e a donare gioia e benessere. Avete mai sentito parlare di musica New Age? La musica
New Age è molto più di un semplice genere: è un viaggio spirituale, un rifugio sonoro soave in un mondo spesso frenetico e caotico. Nata tra gli anni ’60 e ’70, si è affermata come risposta culturale alla crescente necessità di introspezione e serenità. Ma cosa rende questa musica così speciale? Pur non essendo una terapia medica formale, essa viene spesso utilizzata come complemento a percorsi di benessere e guarigione emotiva.
Grazie alle sue sonorità rilassanti, ai ritmi lenti e alle melodie armoniose, la musica New Age crea un ambiente positivo, riduce lo stress e migliora lo stato d’animo. Nei momenti di depressione, nostalgia o tristezza, essa genera un’atmosfera calmante, inducendo uno stato di rilassamento e tranquillità. Ascoltarla
può aiutare a calmare la mente, alleviare l’ansia e favorire una sensazione di pace interiore. Oltre al rilassamento, la musica New Age stimola anche la meditazione e l’introspezione. Può fungere da
sottofondo ideale per attività che favoriscono il benessere emotivo, come lo yoga o i massaggi. Inoltre,
migliora la qualità del sonno: ascoltarla prima di dormire aiuta a calmare la mente e favorisce il riposo.
Il panorama New Age è popolato da artisti straordinari che hanno definito l’identità di questo genere. Tra i più celebri troviamo: Enya, Vangelis, Kitaro, Loreena McKennitt, ecc.
Secondo il mio modesto giudizio e gusto, l’artista più eclettico, innovativo e significativo di questo genere musicale è Andreas Vollenweider: l’arpista visionario che ha rivoluzionato la musica. Andreas Vollenweider, nato il 4 ottobre 1953 a Zurigo (Svizzera), ha ridefinito il ruolo dell’arpa nella musica contemporanea. Con il suo approccio innovativo e la capacità di creare mondi sonori unici, Vollenweider è diventato un’icona nel panorama della musica New Age e non solo.
Figlio di Hans Vollenweider, rinomato organista, è cresciuto in un ambiente fortemente artistico e musicale. Fin da giovane ha esplorato vari strumenti, ma fu l’incontro con l’arpa a cambiare il corso della sua carriera. Insoddisfatto delle limitazioni
dello strumento tradizionale, ha sviluppato un’arpa elettro-acustica, che gli ha permesso di espandere le
possibilità sonore e di creare un linguaggio musicale nuovo e personale.
La discografia di Andreas Vollenweider è un viaggio tra paesaggi sonori evocativi e sperimentazioni audaci. Numerosi sono gli album pubblicati in questa lunga e brillante carriera. Personalmente, sono legato a Caverna Magica (1983): fu la prima volta che ascoltai il suono celeste, etereo e angelico della sua arpa
elettrica. Brani come Mandragora e Lunar Pound sono veri e propri capolavori senza tempo. Tutti i suoi album sono, senza dubbio, degni di essere ascoltati, apprezzati e celebrati.
Nel 2025 Andreas Vollenweider porterà in tour il progetto “Caverna Magica – Revisited”, con date confermate in Europa. Tra gli appuntamenti principali:
20 luglio 2025: Festival del Jazz, St. Moritz (Svizzera, concerto all’alba, ingresso gratuito);
9 ottobre 2025: Béla Bartók National Concert Hall, Budapest (Ungheria);
12 ottobre 2025: Kursaal-Arena, Berna (Svizzera);
19 ottobre 2025: NFM, Breslavia (Polonia);
20 ottobre 2025: Tivoli Vredenburg, Utrecht (Paesi Bassi);
22 ottobre 2025: NOSPR, Katowice, Polonia.
Al momento non sono previste date in Italia. Questi concerti promettono un’esperienza unica, invitando a
danzare con anima e corpo in un’atmosfera magica.
Mentre molti generi musicali cercano di emozionare, intrattenere o sfidare l’ascoltatore, la New Age si
propone di accompagnarlo, offrendo uno spazio di quiete e riflessione. La musica diventa così uno
strumento prezioso per migliorare il benessere emotivo e creare momenti di sollievo, soprattutto nei periodi
più difficili della nostra vita.
A Papa Francesco….
A Valentina Del Re…
A Maria Teresa Di Filippo…








