L’anno vecchio se ne va. Quello nuovo arriverà, pure in Cina. Il capodanno Cinese, la festa di Primavera, cade il 25 gennaio e da oggi, 24 gennaio, si fa festa. Ancor più forte, in maniera apotropaica, per scongiurare gli effetti dei nuovi virus.

Finisce dunque l’anno del maiale ed entra l’anno del topo. Animale furbo, sagace, tutt’altro che ingenuo è l’anno che coinvolge i nati  nel 1912, 1924, 1936, 1948, 1960, 1972, 1984 e 1996 e 2008. (L’animale-simbolo viene festeggiato ogni 12 anni)

Anche a Napoli è grande festa. Due giorni, due manifestazioni. Il 24 gennaio alle ore 17 in piazza del Gesù si condivide il conto alla rovescia del capodanno sincronizzando gli orologi con la Cina   e si festeggia con un pomeriggio pieno di musica. Il 25 mattina la festa si tiene a piazza del Plebiscito tra aquiloni, laboratori, musica e intrattenimenti. Tra cui l’immancabile danza del Drago ed altre danze. Gli eventi sono organizzati da l’università L’Orientale, l’istituto Confucio, l’associazione Ciao Cina. Tutto il programma si può consultare hhttps//www.capodannocinesenapoli.it/

CINA E MUSEO ARCHEOLOGICO

Anche il museo archeologico di Napoli, casa dei napoletani, si festeggia il Capodanno cinese. Dalle ore 17 l’ingresso è gratuito e tutti potranno vedere le statuette raffiguranti topi antichi che escono dai depositi per la  prima volta, fino al 10 febbraio.

Si tratta di due statuine che provengono dall’area vesuviana e risalgono al I sec. d.C.  altre mentre le altre due appartenenti al nucleo della Collezione Borgia, mantengono una dubbia datazione, pur essendo verosimilmente coeve alle omologhe presentate in mostra. E così, animali colti nel loro quotidiano, affaccendati a rosicchiare noci o formaggio, nel mondo romano venivano proposte come figure ornamentali su lucerne, schiaccianoci, vasellame ed altri utensili.

Anche quest’anno al MANN si festeggia il Capodanno cinese, un’iniziativa che vuole mantenere vivo il dialogo con l’operosa  comunità cittadina, ma anche porre sempre più attenzione verso il turismo che arriva dalla Cina, che tanta parte ha e avrà nello sviluppo del settore nel nostro paese”, dichiara Paolo Giulierini, Direttore del Museo.

Dal 2018,  l’antico mondo romano si è avvicinato alla Cina, dove sono state organizzate mostre itineranti  dedicatea Pompei mentre il Mann ha ospitato mostre come i Tesori dell’antico Sichuan, mentre è ancora in corso la mostra “Il contemporaneo per l’archeologia: artisti cinesi al MANN” che ha portato, nelle  sale degli affreschi, originali lavori di carta, tra cui spiccano la riproduzione dell’Ercole Farnese e le teste stretch di Li Hongbo.

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